DE MITA
" PROFETA IN PATRIA "
Negli anni tra 1790 e 1805 il De Mita dové probabilmente ritornare a Foggia. Infatti in
questo periodo la sua produzione è concentrata nel foggiano e nell'Irpinia. Nel capoluogo
dauno aveva assunto valore quasi emblematico per l'intera Capitanata la ricostruzione,
dopo il terremoto deI 1731, della locale cattedrale il cui interno era stato completamente
rifatto con l'intervento del De Mura (" Moltiplicazione dei pani" nella
controfacciata) e dei suoi seguaci De Majo e De Mita 14.D'altra
parte con obiettività che vuole essere priva di cinismo, bisogna ammettere che il
succedersi dei terremoti in Campania ed in Capitanata creò numerose opportunità di
lavoro per i pittori di quel secolo, visto il gran numero di chiese e monasteri più volte
rovinati e rifatti; dei numerosissimi particolarmente gravi furono quelli del 1694, dei
1702, del 1732, del 1739, del 1805.
Ma torniamo a Foggia.
Qui contiamo 11 opere del De Mita, tutti olii su tela naturalmente di soggetto religioso;
vediamo dove sorto e quali sono 15:
Cattedrale Deposizione
Chiesa di S. Agostino Battesimo di S. Agostino datato 1790 S. Agostino tra i
discepoli
Chiesa della Madonna
delle Grazie Crocifissione datato 1791
Chiesa dell'Addolorata Sacra Famiglia
Cristo al Sepolcro datato 1805
Chiesa di San S. Francesco di Paola
Giovanni di Dio S, Raffaele Arcangelo
Santa ignota
Santa ignota
Pinacoteca Maria Addolorata
Bisogna però chiarire che non tutte le suddette tele sono oggi visibili, Nella Pinacoteca
di Foggia, oltre alla già citata "Madonna del Rosario" del 1768, non è più
reperibile la "Maria Addolorata", una tela di cm. 57 per 34 firmata sul. retro
"De Mita ", così come sosteneva nel 1972 il Gambacorta. Né esiste traccia
della " Deposizione " che il Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei Pittori ed
Incisori italiani citava fra le opere della Cattedrale: a meno che, per un equivoco nato
chissà come, questa non sia da identificare con il "Cristo al Sepolcro"
dell'Addolorata.
Quanto alle altre tele riporto nel seguito i dati di cui disponiamo:
1) nella chiesa di S. Agostino la grande tela raffigurante S. Ambrogio che battezza S.
Agostino, firmata e datata " Vincentius De Mita, 1790 ", era collocata sul
soffitto, da dove cadde irrimediabilmente nel 1952. L'altra, " S. Agostino tra i
Dottori e i Discepoli " era posta sulla parete dell'ingresso;
2) la " Crocefissione " si trovava nel 1955 a sinistra dell'ingresso della
chiesa della Madonna delle Grazie; è una tela di cm. 145 per 90 firmata " Vincentius
De Mita Pinxit
1791 " ma non è nota la sua primitiva destinazione. Fu donata infatti alla chiesa
nel 1926 dalla signorina Angelina Santollino;
3) nella chiesa dell'Addolorata " La Sacra Famiglia " è una tela centinata di
cm. 280 per 180 firmata " V. De Mita fece " che si ammira sulla cantoria sotto
il finestrone principale. Il " Cristo morto portato al Sepolcro " ha invece un
formato di cm. 120 x 300: sul Sepolcro si legge " Vincenzo De Mita di Foggia fece
A.D. 1805 ";
4) le quattro pregevoli tele in S. Giovanni di Dio erano già alquanto rovinate nel 1955.
Restano ovviamente da verificare eventuali interventi del De Mita nella provincia
foggiana: ritengo molto probabile non solo che vi abbia operato, tua anche che vi resi sta
ancora qualche suo quadro.